Un ritorno alla normalità - Sindrome della capanna - Chef@home

Sindrome della capanna

Abbiamo tanto atteso il momento della riapertura dal lockdown, che quando è arrivato il fatidico passo non ci siamo sentiti pronti.

Il mondo che ci siamo trovati davanti era diverso da quello a cui eravamo abituati. 

Tutto quello che ce lo ricorda, da un lato ci manca e lo desideriamo, dall’altro ci disturba. Piazze, turisti, bar, tutti luoghi caotici ed affollati (ma divertenti) che un tempo non vedevamo l’ora di frequentare adesso ci spaventano. Un sentimento di rigidezza ci accompagna sempre quando qualcuno è troppo vicino e non lo conosciamo bene. 

 
Il mondo che ci siamo trovati davanti era diverso da quello a cui eravamo abituati

Parlano le statistiche, Corriere della Sera e Ipsos attraverso un sondaggio hanno scoperto che almeno il 36% degli intervistati non se la sente di tornare alla socialità intesa in senso lato come la conoscevamo. 

Noi compresi abbiamo vissuto sulla nostra pelle il lockdown e siamo stati alimentati da un forte interrogativo: come poter creare un servizio che permetta, con quello che si ha nel momento presente, di fare il meglio possibile.

Il nostro obiettivo non è solo quello di rispondere ad una reale necessità di mercato. 

Non si tratta semplicemente di fare business su un problema quanto mai attuale. Certo siamo pur sempre un’attività commerciale, questo non lo si può negare, ma crediamo fortemente di poter aver una valenza sociale allo stesso tempo.

Ci poniamo lo scopo di ricreare momenti in cui si possa tirare un sospiro di sollievo. Creare la possibilità di rivivere, se non la situazione stessa, l’emozione della convivialità.

Sempre dal Corriere della Sera vediamo parallelamente che: «…per alcuni è stato anche un tempo di riscoperte positive, di legami familiari vissuti più pienamente, di case abitate, di oggetti ritrovati, come per esempio i vecchi album di fotografie. Sono pezzi della propria identità che nella freneticità della vita precedente alla quarantena non trovavano spazio. Ora è difficile ributtarsi nella corrente, abbandonando questi aspetti».

Incredibile vero?

Il mondo che ci siamo trovati davanti era diverso da quello a cui eravamo abituati. 

C’è chi si spaventa, chi trova risorse e chi, come noi, non vuole fermarsi. 

Il nostro desiderio è quello di permettere a tutti, a chi è ancora legato o ha chi momentaneamente ha perso questi valori, di ricreare una nuova “normalità”. 

Una routine in cui si ritrova la piacevolezza dello stare insieme, senza timore, senza paure, solo la spensieratezza unita all’alta cucina.

Un servizio dedicato a te e su misura per te per vivere, in modo nuovo, convivialità ed eccellenze culinarie.